ENCICLOPEDIA POLITICA
Papa Benedetto XVI
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Benedetto XVI Papa della Chiesa cattolica |
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| Al secolo: | Joseph Alois Ratzinger |
| Nato | Marktl am Inn, 16 aprile 1927 |
| Elezione al pontificato |
19 aprile 2005 |
| Consacrazione: | 24 aprile 2005 |
| Fine del pontificato: |
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| Predecessore: | papa Giovanni Paolo II |
| Successore: | {{{successore}}} |
| Elenchi dei papi: cronologico · alfabetico | |
| Progetti Cattolicesimo e Storia · uso tabella | |
Benedetto XVI (Benedictus XVI), nato Joseph Alois Ratzinger (Marktl am Inn, 16 aprile 1927), è il 265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (il 264° successore di Pietro, anche se il suo è il 267° pontificato, dal momento che Benedetto IX è stato papa ben tre volte), nonché Primate d'Italia e sovrano dello Stato Vaticano (accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo). È stato eletto al soglio di Pietro il 19 aprile 2005.
Il 25 gennaio 2006 è stato diffuso il testo della sua prima lettera enciclica che porta il titolo di Deus caritas est (Dio è amore). L'enciclica è stata un grande successo editoriale in Italia ed in tutto il mondo.
Indice[nascondi] |
Biografia
Le origini e la gioventù
Il padre era un commissario di gendarmeria e proveniva da una modesta famiglia di agricoltori della bassa Baviera, la madre era di Rimsting, sul lago Chiem in Baviera, era figlia di artigiani e, prima di sposarsi, aveva fatto la cuoca in diversi alberghi.
La sua giovinezza non fu facile. La fede della sua famiglia lo preparò alla dura esperienza nazista: egli ha ricordato di aver visto il suo parroco bastonato dai nazisti prima della celebrazione della Santa Messa e di aver conosciuto il clima di forte ostilità nei confronti della Chiesa cattolica in Germania.
Al compimento dei 14 anni, come tutti i suoi coetanei, fu arruolato per legge nella Gioventù hitleriana (contava 5 milioni di membri coscritti nel 1941): tale legge, nelle modifiche introdotte nel 1941, abbassava a 10 anni l'età in cui i ragazzi tedeschi dovevano iscriversi pena la deportazione nei campi di concentramento.
A 16 anni fu arruolato a Monaco col compito di caricare granate ("shell passer"), in un reparto di artiglieria contraerea esterno alla Wehrmacht che difendeva gli stabilimenti della BMW. Nell'aprile del 1944 disertò - come racconta nella sua autobiografia La mia vita - evitando la fucilazione prevista per i disertori grazie ad un sergente compassionevole che lo fece scappare. Con la disfatta tedesca, nell'aprile 1945 Ratzinger fu internato dagli Alleati per alcune settimane in un campo vicino Ulm come prigioniero di guerra; venne rilasciato il 19 giugno 1945.
Nella stessa autobiografia ha precisato che non sparò mai un colpo né prese mai parte ad un combattimento, al quale non avrebbe materialmente potuto partecipare a causa di un dito malato. Alcune notizie sui suoi presunti legami col nazismo vennero pubblicate il giorno della sua elezione pontificia da Il manifesto (che lo definì provocatoriamente "il pastore tedesco"). I suoi biografi mettono in risalto l'opposizione al nazismo da parte della famiglia Ratzinger e il fatto che Joseph non si sia mai iscritto al partito.
Gli studi
Ratzinger studiò filosofia all'università di Monaco e successivamente nella scuola superiore di Filosofia e Teologia di Frisinga, dove discusse la tesi di teologia dal titolo Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di sant'Agostino. Nel periodo di Frisinga fu ospitato al collegio Georgianum, una specie di seminario interdiocesano per tutti i candidati al sacerdozio della Baviera. Ratzinger parla di quegli anni come di un periodo culturalmente molto ricco e stimolante. Venne ordinato sacerdote il 29 giugno del 1951. Colui che sarebbe poi diventato il custode dell'ortodossia cattolica alla guida dell'ex Sant'Uffizio nel 1956 presentando la tesi di abilitazione all'insegnamento per la cattedra di dogmatica e teologia fondamentale a Frisinga, dal titolo La teologia della storia di San Bonaventura, venne accusato dall'insegnante correlatore Michael Schmaus di un pericoloso modernismo, che doveva condurre verso la soggettivizzazione del concetto di rivelazione. La tesi fu opportunamente modificata (conservando comunque la struttura di pensiero) e l'anno successivo Ratzinger superò l'esame di abilitazione alla libera docenza. I suoi contrasti con il correlatore, sorti soprattutto perché ne aveva criticato le posizioni considerate ormai superate, favorirono un avvicinamento a Karl Rahner che Schmaus aveva invitato insieme con tutti i dogmatici di lingua tedesca a Königstein per la Pasqua del 1956 al fine di costituire l'associazione tedesca dei teologi dogmatici e fondamentali.
Per il giovane professore fu un'esperienza fondamentale la partecipazione, dal 1962 al Concilio Ecumenico Vaticano II dove acquisì notorietà internazionale. Inizialmente partecipò come consulente teologico del cardinale di Colonia Joseph Frings, ma poi, su interessamento di quest'ultimo, fin dalla fine della prima sessione, come perito del Concilio. É interessante sottolineare che Ratzinger, grazie al cardinale Frings che lo teneva aggiornato, poté consultare regolermente gli schemi preparatori (schemata) che avrebbero dovuto essere presentati ai Padri dopo la convocazione dell'assemblea conciliare. Egli ha lasciato scritto che non trovava alcuna ragione per rifiutarli del tutto, come poi, durante il Concilio, fu da molti richiesto e, infine, ottenuto. Fu un periodo intellettualmente d'oro per il giovane studioso, perché ebbe modo di incontrare molti teologi come Henri De Lubac, Jean Danielou, Yves Congar, Gerard Philips, oltre a cardinali e vescovi di tutto il mondo.
Per dieci anni, dal 1959 al 1969 fu insegnante a Bonn, Münster, e Tubinga. Nel 1969 divenne professore ordinario di Dogmatica e storia dei dogmi all'Università di Ratisbona.
Il servizio ecclesiastico
Il 24 marzo 1977 venne ordinato arcivescovo di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI ed il 28 maggio dello stesso anno ricevette la consacrazione episcopale. Il successivo 27 giugno il Papa lo creò Cardinale nel Concistoro del 27 giugno 1977. In un primo tempo fu cardinale del titolo di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino.
Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo nominò Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Divenne anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Il 15 febbraio 1982 rinunciò al governo pastorale dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.
Dal 1986 al 1992 Ratzinger fu presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Il 10 novembre 1999 venne insignito della Laurea honoris causa in Giurisprudenza dalla Lumsa.
Il 30 novembre 2002 divenne Decano del collegio cardinalizio e prese possesso del Titolo della Diocesi suburbicaria di Ostia.
L'elezione come successore di Giovanni Paolo II
Papa Benedetto XVI è stato eletto durante il secondo giorno del conclave del 2005, al quarto scrutinio, nel pomeriggio del 19 aprile 2005.
Alle 17:56 il comignolo della Cappella Sistina ha cominciato a emettere l'attesa fumata bianca, ma l'incertezza, dovuta al colore poco evidente del fumo, regnò sino alle 18:07, quando le campane della basilica di San Pietro annunciarono al mondo l'elezione del nuovo Papa. Dopo un'attesa di circa mezz'ora, il cardinale protodiacono Jorge Arturo Medina Estévez si affacciò dal balcone per annunciare il tanto atteso Habemus Papam, preceduto, per la prima volta, dal saluto Fratelli e Sorelle carissimi, pronunciato in italiano, spagnolo, francese, tedesco e inglese.
Nel suo primo discorso, seguito dalla benedizione Urbi et Orbi, non è mancato un ricordo del suo amico e predecessore Giovanni Paolo II:
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«Cari fratelli e sorelle, dopo il grande
papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali
hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore
nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che
il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti
insufficienti, e soprattutto mi affido alle vostre
preghiere. Nella gioia del Signore risorto,
fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo
avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria, sua
Santissima Madre, starà dalla nostra parte.
Grazie.»
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La scelta del nome
Il 27 aprile Benedetto XVI ha spiegato, in occasione della sua prima udienza generale in piazza San Pietro, le ragioni della scelta del suo nome:
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«Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per
riallacciarmi idealmente al venerato pontefice
Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un
periodo travagliato a causa del
primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e
autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo
coraggio dapprima per evitare il dramma della
guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste.
Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a
servizio della riconciliazione e dell’armonia tra
gli uomini e i popoli, profondamente convinto che
il grande bene della pace è innanzitutto dono di
Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da
invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno
con l’apporto di tutti.
Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande “Patriarca del monachesimo occidentale”, san Benedetto da Norcia, compatrono d’Europa insieme ai santi Cirillo e Metodio e le sante donne Brigida di Svezia, Caterina da Siena ed Edith Stein. La progressiva espansione dell’ordine benedettino da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente. San Benedetto è perciò molto venerato anche in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d’origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà.» |
Lo stemma
È tradizione, da almeno otto secoli, per vescovi, cardinali e per il pontefice adottare uno stemma araldico. Dal Rinascimento in poi, con questo stemma sono decorati i monumenti e le opere fatte edificare dal Papa, oltre che i documenti da lui scritti.
Il nuovo pontefice ha deciso di mantenere nel suo nuovo stemma i simboli che aveva usato da vescovo prima e da cardinale poi, introducendo tuttavia alcune importanti novità rispetto ai suoi predecessori.
Lo scudo, la cui forma è detta "a calice", si presenta diviso in tre parti in una modalità chiamata "cappatura".
In quella centrale è riportata una conchiglia, simbolo dei pellegrini, ma che ricorda anche la leggenda secondo cui sant'Agostino, incontrando su una spiaggia un bambino che con una conchiglia voleva svuotare il mare dalla sua acqua, comprese l'impossibilità per la mente umana di capire il mistero di Dio. La conchiglia inoltre compare anche nello stemma del monastero di Schotten, a Ratisbona, a cui Benedetto XVI è particolarmente legato.
A destra e a sinistra compaiono i simboli della diocesi di Frisinga. Il moro a sinistra è per Benedetto XVI simbolo dell'universalità della Chiesa, mentre l'orso che trasporta un fardello richiama la leggenda di san Corbiniano, primo vescovo di Frisinga. La tradizione vuole che il santo, mentre si recava a Roma, fu assalito da un orso che uccise il suo cavallo. Corbiniano allora rimproverò l'orso e lo costrinse a portare il suo bagaglio fino a Roma, dove lo liberò. Papa Benedetto XVI ricorda le parole di sant'Agostino nel commento del salmo 72: «Sono divenuto per te come una bestia da soma, e così io sono in tutto e per sempre vicino a te», e l'orso diventa per lui il simbolo dello stesso pontefice.
Dietro lo scudo, com'è consuetudine, si trovano le due chiavi "decussate", cioè incrociate, una d'oro e l'altra d'argento, simbolo di san Pietro. Un'importante novità è data dall'introduzione, sopra lo scudo, di una mitra, che ha sostituito la tiara papale usata dai suoi predecessori. La mitra è d'argento e riporta tre fasce d'oro che mantengono i simboli della tiara (i tre poteri di Ordine, Giurisdizione e Magistero), collegati verticalmente fra di loro al centro per indicare la loro unità nella stessa persona. Per significare la dignità pontificale è stato introdotta in basso l'immagine del pallio, segno della collegialità e dell’unità tra il Papa e la Chiesa.
La Messa d'insediamento
Domenica 24 aprile 2005 si è tenuta in Vaticano la Messa di insediamento al soglio pontificio di papa Benedetto XVI. In tale occasione il Pontefice ha pronunciato una significativa omelia all'insegna dell'ecumenismo, della continuità nei confronti del suo predecessore e dell'apertura verso i fedeli. Al termine della cerimonia il Papa ha attraversato con la jeep una piazza San Pietro gremita di ben 400.000 persone per poi ricevere all'interno della Basilica le diverse delegazioni internazionali.
Il testo integrale dell'omelia è disponibile su wikisource.
Il Pontificato
Le linee guida
L'invito a rispettare tutte le religioni
«Dio punirà chi sparge sangue in suo nome» - con queste parole Papa Benedetto XVI ha condannato le «tragiche violenze» che sono dilagate nel mondo a seguito vignette blasfeme su Maometto pubblicate da un quotidiano conservatore danese. É stata espressa solidarietà al mondo musulmano ribadendo con fermezza l'invito a rispettare tutte le religioni.
Altri messaggi per la pace
- A luglio intervennne così sugli attentati di Londra: «Preghiamo per le vittime degli attentati di Londra, ma anche per gli attentatori, Dio ama la vita».
- Nel messaggio urbi et orbi per la ricorrenza del Santo Natale 2005, ha chiamato l'umanità del terzo millennio a un risveglio spirituale, senza il quale «l'uomo dell'era tecnologica rischierebbe di restare vittima dei successi della sua stessa intelligenza».
- Il 1° gennaio 2006, durante la Messa per il Nuovo Anno, ha invitato l'ONU a una rinnovata coscienza delle proprie responsabilità per promuovere la giustizia, la solidarietà e la pace nel mondo.
- Nel messaggio urbi et orbi del giorno di Pasqua ha parlato della situazione politica internazionale auspicando che per le crisi legate al nucleare, e dunque in particolare per l'Iran, si giunga a una composizione onorevole per tutti, mediante negoziati seri e leali, e si rafforzi nei responsabili delle Nazioni e delle Organizzazioni internazionali la volontà di realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni, che allontani la minaccia del terrorismo. Il pontefice ha poi parlato della situazione in Iraq, chiedendo la pace, e del conflitto in Terra Santa, ribadendo il diritto di Israele ad esistere e auspicando la creazione di uno stato palestinese. Nel discorso è anche presente un invito alla concordia per l'Italia, in riferimento allo scontro post-elettorale del 2006.
L'attenzione ai temi del Concilio Vaticano II
I documenti del Concilio Vaticano II sono stati più volte ripresi da papa Ratzinger durante l'Angelus.
A quarant'anni dalla sua conclusione egli prega affinché il Vaticano II possa continuare a guidare la Chiesa «per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull’uomo». L'attualità di quei documenti, secondo il Pontefice, è oggi addirittura aumentata.
Il rapporto della Chiesa con Ebrei e Musulmani
Sempre nell'ambito dei documenti conciliari, il Papa ha ricordato la dichiarazione Nostra Aetate, che ha precisato «l’atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane», riaffermando il rapporto speciale che i cristiani hanno con gli ebrei, la stima verso i musulmani e i membri delle altre religioni, confermando «lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa».
L'incontro con Küng
Il 26 settembre 2005 ha avuto luogo un colloquio tra papa Benedetto XVI e Hans Küng, suo amico e collega negli anni del Concilio. Küng, che da anni è in contrasto con la posizione ufficiale della Chiesa su molte questioni teologiche, era stato sospeso dall'attività di teologo cattolico da Giovanni Paolo II, che non volle mai riceverlo in Vaticano. L'incontro con Benedetto XVI si è invece svolto in un clima amichevole: il Papa teologo ha «apprezzato» lo «sforzo» di Küng di «contribuire ad un rinnovato riconoscimento degli essenziali valori morali dell'umanità attraverso il dialogo delle religioni e nell'incontro con la ragione secolare», ha sottolineato che «l'impegno per una rinnovata consapevolezza dei valori che sostengono la vita umana è un obiettivo importante del suo Pontificato» e ha anche affermato di condividere il tentativo di Küng di «ravvivare il dialogo tra fede e scienze naturali e di far valere, nei confronti del pensiero scientifico, la ragionevolezza e la necessità della Gottesfrage».
Küng ha invece espresso il «suo plauso circa gli sforzi del Papa a favore del dialogo delle religioni e anche circa l'incontro con i differenti gruppi sociali del mondo moderno». Il 13 aprile 2006 (giovedì Santo) ha anche dichiarato che «questo pontefice saprà stupirci».
Viaggi apostolici
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Per approfondire, vedi la voce Viaggi apostolici di Benedetto XVI. |
Il primo viaggio apostolico di Benedetto XVI all'estero si è svolto nell'agosto 2005 a Colonia, in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù (nel corso del quale ha visitato la sinagoga e la comunità islamica locale). Nel maggio 2006 papa Benedetto si è recato in Polonia, terra di papa Giovanni Paolo II, durante il quale ha fatto visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. L'8 e 9 luglio il Pontefice si è recato nella città di Valencia (Spagna) in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie.
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Articolo su
Wikinotizie:
Benedetto XVI è a Valencia per il V incontro mondiale
delle famiglie 8 luglio 2006
I prossimi viaggi sono previsti in Germania nel mese di settembre 2006 e in Turchia nel mese di novembre.
Concistori
Il 24 marzo 2006, durante il suo primo Concistoro, Papa Benedetto XVI ha creato 15 nuovi cardinali (12 elettori, ossia porporati con meno di 80 anni che hanno il diritto di entrare in Conclave, e tre ultraottantenni). Con la creazione dei nuovi 12 cardinali elettori il numero dei cardinali elettori è arrivato a 120, limite massimo fissato da Paolo VI nel 1973, senza pertanto alcuna deroga come invece più d'una volta era accaduto con Giovanni Paolo II. I 12 nuovi porporati sono:
- William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e arcivescovo emerito di San Francisco;
- Franc Rodé, Prefetto della Congregazione dei Religiosi;
- Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica;
- Horge Urosa Savino, arcivescovo di Caracas;
- Gaudencio Rosales, arcivescovo di Manila;
- Jean Pier Ricard, arcivescovo di Bordeaux;
- Antonio Canizares Lovera, arcivescovo di Toledo;
- Cheng Jing Sur, arcivescovo di Seul;
- Patrick O'Malley, arcivescovo di Boston;
- Stanisław Dziwisz, arcivescovo di Cracovia; (già segretario di papa Giovanni Paolo II);
- Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna;
- Zen Ze Kiun, arcivescovo di Hong Kong.
Oltre ai dodici cardinali elettori a creato altri 3 cardinali ultraottantenni in considerazione del servizio da essi reso alla Chiesa con esemplare fedeltà ed amorevole dedizione. Essi sono:
- Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della Basilica di San Paolo fuori le mura in Roma (cugino di Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Fiat e Confindustria);
- Peter Poreku Dery, arcivescovo emerito di Tamale
- Albert Vanhoye, gesuita (già benemerito rettore del Pontificio Istituto Biblico e segretario della Pontificia Commissione Biblica).
All'inizio del Concistoro è il neo cardinale Joseph William Levada, primo in ordine di precedenza tra i nuovi cardinali, a promettere la propria fedeltà e quella degli altri 14 neo cardinali a Benedetto XVI.
Imponendo la berretta ai nuovi porporati il Papa ricordò loro che questo segno della dignità cardinalizia significa che dovranno «essere pronti a comportarsi con fortezza, fino all'effusione del sangue, per l'incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa».
Come da tradizione ad ogni cardinale viene assegnata la titolarità di una chiesa della capitale come simbolo dell'unione dei cardinali con il Papa.
La novità di questo Concistoro è certamente il ridotto numero di nuovi cardinali scelti tra i capi dicastero della Curia Romana. Nell'elenco, infatti, compaiono soltanto tre di loro: Levada, Rodè, e Vallini; ha inoltre destato una qualche sorpresa il fatto che tra i nuovi porporati non vi fosse il nuovo arcivescovo di Parigi, mons. André Vingt-Trois (Parigi, infatti, é considerata tradizionalmente sede cardinalizia).
È da segnalare la crezione di tre nuovi cardinali asiatici, tra cui l'arcivescovo di Hong Kong, che a causa della sua battaglia per la libertà di culto è mal tollerato dal governo di Pechino.
Incarichi passati
- Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'organo vaticano che si occupa di vigilare sulla purezza della dottrina della Chiesa Cattolica.
- Presidente della Pontificia Commissione Biblica
- Presidente della Pontificia Commissione Teologica Internazionale
Pubblicazioni
Libri
Tra le sue innumerevoli pubblicazioni le più conosciute sono:
- Introduzione al Cristianesimo. Lezioni sul simbolo apostolico (1968) ISBN 8839903054
- Dogma e rivelazione (1973)
- Rapporto sulla fede (intervista di Vittorio Messori) (1985)
- Il sale della terra. Cristianesimo e Chiesa cattolica nella svolta del millennio (1996)
- Cielo e terra. Riflessioni su politica e fede (1997)
- La mia vita. Ricordi (1927-1977) (1997)
- Giovanni Paolo II. Vent’anni nella storia (1999)
- Il Dio vicino (2003) ISBN 882154818X
- Europa, i suoi fondamenti oggi e domani (2004)
- Senza radici scritto insieme a Marcello Pera (2004) ISBN 8804544740
- La fraternità cristiana (2005)
- Immagini di speranza. Le feste cristiana in compagnia del Papa (2005)
- La rivoluzione di Dio (2005)
Encicliche papali
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Articolo su
Wikinotizie:
Diffuso testo enciclica papa Benedetto XVI "Deus
caritas est" 25 gennaio 2006
Curiosità
- Papa Benedetto XVI ha riconfermato nell'incarico di proprio segretario privato monsignor Georg Gänswein, che già lo assisteva dal 2003 quando era ancora cardinale.
- Immediatamente dopo l'elezione al soglio pontificio in rete vennero diffusi fotomontaggi che ne mettevano in risalto l'asserita somiglianza con uno dei personaggi malvagi della saga di Guerre Stellari: l'Imperatore.
- Il 15 marzo 1990 ancora cardinale, affermò in un discorso nella città di Parma: «All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto»[1] ritenendo che Galileo sostenesse come vera una teoria successivamente corretta dall'astronomia moderna.
- Quando era ancora prefetto alla Congregazione per la Dottrina della Fede, il 5 settembre 2000, uscì la Dominus Jesus. Nel documento viene ribadito il possesso della verità e della salvezza in esclusiva alla Chiesa Cattolica. Il sottotitolo della dichiarazione è appunto «circa l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa». Tale documento destò le proteste di numerosi cardinali.
- Le affermazioni della Dominus Jesus riprendono l'assioma stabilito a conclusione del Concilio di Trento, per il quale «fuori dalla Chiesa non c'è salvezza». Ciò smentisce alcuni deliberati del Concilio Vaticano II nei quali si affermava che la verità non si riduce al cristianesimo, ossia che la Rivelazione non era ancora conclusa e non tutta la verità religiosa è contenuta nel testo biblico. Il Concilio aveva stabilito la possibilità di salvezza anche per persone atee o di altre fedi non cristiane, a condizione di una vita rispettosa dei Comandamenti.
- In contemporanea con l'uscita del sesto volume della saga di Harry Potter, il 16 luglio 2005, è esplosa la polemica sul Papa ed il maghetto. Il pontefice, allora cardinale, riferendosi all'autrice di un libro contro il maghetto, scrisse: «Es ist gut, daß Sie in Sachen Harry Potter aufklären, denn dies sind subtile Verführungen, die unmerklich und gerade dadurch tief wirken und das Christentum in der Seele zersetzen, ehe es überhaupt recht wachsen konnte», ovvero «È un bene che Lei faccia chiarezza sulle questioni Harry Potter giacché queste sono seduzioni sottili, che hanno un effetto impercettibile ed appunto per questo profondo, e logorano il cristianesimo nell’anima prima che questo possa formarsi perfettamente» (7 marzo 2003).
- In Italia la stampa ne ha tuttavia diffuso una traduzione diversa ed assai approssimativa, la quale è stata la causa essenziale del clamore: «È un bene che lei illumini la gente su Harry Potter perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente e quindi in profondità, distorcendo il cristianesimo nell’anima, prima che possa formarsi».
- Il 27 maggio dello stesso anno, il cardinale precisò in risposta all'autrice del libro: «Posso con piacere darle il mio permesso di riferire il mio giudizio su Harry Potter. Cordiali saluti e benedizioni».
- Un Papa con questo nome è il protagonista di un racconto di fantascienza scritto nel 1977 da Herbie Brennan, "Il dilemma di Benedetto XVI", ed. collana Urania n. 745, in cui uno psichiatra è chiamato ad indagare se il papa è mentalmente stabile e a evitare una guerra mondiale.
- Il Papa è un grande amante della musica classica, in particolare di Wolfgang Amadeus Mozart e si diletta a suonare il pianoforte. Ratzinger possiede inoltre tre gatti, come molti teologi e filosofi prima di lui.
- Prima della sua elezione, il Papa ha vissuto per più di vent'anni a Borgo Pio, nel rione di Borgo, dove è conosciutissimo e molto popolare.
- Il 21 aprile 2006 è stato invitato insieme all'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dal sindaco di Roma Walter Veltroni a un concerto con la musica di Mozart tenutosi all'Auditorium di Roma in occasione del 2759° anniversario della fondazione della città.
- Papa Benedetto XVI ha recentemente riscoperto alcuni abiti pontifici che risalgono al Rinascimento. É il caso del camauro, cioè un copricapo di velluto rosso bordato di pelliccia d'ermellino bianco, che era stato indossato dai papi fino al Settecento per poi essere ripreso da Leone XIII e successivamente da Giovanni XXIII fino ad arrivare ai giorni nostri quando dopo più di quarant'anni il camauro è stato riutilizzato da Benedetto XVI nel corso delle udienze generali del 21 e 28 dicembre 2005. Un altro antico abito papale rispolverato dal Pontefice regnante è stato la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino bianco, che fu usata fino ai primi anni di pontificato di Paolo VI per poi essere riassunta l'8 dicembre 2005 da Benedetto XVI in occasione del consueto omaggio alla statua dell'Immacolata in Piazza di Spagna. Da quel giorno la mozzetta orlata di ermellino è stata e continua ad essere indossata da Benedetto XVI in tutte le occasioni che richiedono questo indumento (preghiera comune, incontri diplomatici...).
- Papa Benedetto XVI ha soggiornato per alcuni giorni nell' estate del 2005 e del 2006 in Valle d'Aosta riprendendo così le abitudini del suo predecessore Giovanni Paolo II. Il Pontefice è stato ospite del convento dei salesiani a Les Combes, a 1.300 metri di quota, localita' nel comune di Introd all'imbocco delle vallate del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
- Il Santo Padre è apparso, negli USA, nella puntata Bloody Mary (attualmente inedita in Italia) del cartone animato satirico South Park suscitando lo sdegno e le proteste dell'organizzazione cattolica americana "Catholic League for Religious and Civil Rights".
Morale sessuale
- Il 23 luglio 1992 la Congregazione per la Dottrina della fede guidata dall'allora cardinale Ratzinger, pubblica un documento dal titolo Alcune considerazioni concernenti la Risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali.
- Il 29 novembre 2005 il Vaticano ha approvato definitivamente un documento che sancisce il divieto ad entrare nei seminari a tutte le persone che «praticano l'omosessualità», hanno «tendenze omosessuali profondamente radicate» o che sostengono «la cosiddetta cultura gay». «Qualora, invece, si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l'espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un'adolescenza non ancora compiuta, esse devono comunque essere state chiaramente superate almeno tre anni prima dell'Ordinazione diaconale». Tale documento (della lunghezza di nove pagine) era stato approvato il 31 agosto 2005 dal Santo Padre prima di essere stato siglato dal prefetto della Congregazione, il cardinale Zenon Grocholewski, e dal segretario, l'arcivescovo Michel J. Miller, in data 4 novembre 2005.
- Nel Nuovo compendio del catechismo, realizzato da Benedetto XVI, viene ribadito il no agli atti che vanno contro la morale sessuale cattolica: stupro, prostituzione, pornografia, fornicazione, adulterio, atti omosessuali, masturbazione e contraccezione, nonché qualsiasi pratica sessuale che «si proponga come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione». Tali atti vengono definiti come i «principali peccati contro la castità». Benedetto XVI invita tutti gli individui ad accettare la propria identità sessuale, ricordando però che «Dio ha creato l'uomo maschio e femmina». Vengono considerati contro la morale cattolica anche inseminazione e fecondazione artificiale perché «dissociano la procreazione dall'atto con cui gli sposi si donano mutualmente, instaurando così un dominio della tecnica sull'origine e sul destino della persona umana».
- Il 1 dicembre 2005, in occasione della XVIII Giornata Mondiale per la Lotta all'AIDS, Benedetto XVI sostenne che la strategia da seguire nella lotta all'AIDS deve essere basata «su continenza, promozione della fedeltà nel matrimonio, importanza della vita familiare, educazione, assistenza ai poveri», non menzionando, per ovvi motivi, l'uso del preservativo .
- L'11 maggio 2006, rivolgendosi ai partecipanti ad un congresso internazionale dell'"Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia", Benedetto XVI ha riaffermato che la «differenza sessuale» di un uomo e una donna che ha come fine un'unione «aperta alla trasmissione della vita» ed ha invitato «ad evitare la confusione tra il matrimonio e altre unioni basate su un amore debole. Solo l'amore tra uomo e donna è capace di costruire una società casa di tutti gli uomini».
- Il 19 maggio 2006 papa Benedetto XVI, con un comunicato della Santa Sede, ha imposto il ritiro a vita privata a padre Marcial Maciel Degollado, fondatore della congregazione religiosa dei Legionari di Cristo, accusato di abusi sessuali da preti espulsi dalla congregazione che nel frattempo avevano lasciato il sacerdozio (i presunti abusi risalirebbero agli anni Cinquanta). L'inchiesta era partita nel 1998 da parte dell'allora cardinale Ratzinger. Dopo l'elezione di Benedetto XVI, il nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale William Joseph Levada, tenendo conto sia dell'età avanzata del reverendo Marcial sia della sua salute cagionevole, ha deciso di rinunciare ad un processo canonico e di invitare il padre ad una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico. Il Papa, continuando a seguire il caso anche dopo essersi insediato in Vaticano, ha approvato le decisioni del cardinal Levada. Egli ha comunque confermato la sua stima alla congregazione «indipendentemente dalla persona del fondatore».
Immunità diplomatica
Benedetto XVI, recentemente, quando era ancora cardinale, è stato indagato in USA per aver ostacolato la giustizia. L'allora cardinale Joseph Ratzinger avrebbe infatti chiesto, tramite l'epistola De Delictis Gravioribus datata 18 maggio 2001, ad ecclesiastici americani di non testimoniare in tribunali civili (pena la lore scomunica) riguardo ai recenti casi di molestie sessuali che furono perpetrati da parecchi sacerdoti in America (molti dei quali su minorenni), poiché «nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore» ribadendo che «le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio». A questa accusa le gerarchie vaticane hanno risposto che le norme contenute nel documento del 1962 non hanno più alcun valore vincolante dal momento in cui sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico. Il 20 settembre 2005, comunque, il Dipartimento di Stato americano ha accolto la richiesta di concedere al Santo Padre l'immunità diplomatica, in quanto capo di uno Stato sovrano. Tale richiesta era stata inoltrata dalla nunziatura apostolica direttamente al presidente americano George W. Bush il 16 agosto 2005.
Riferimenti
- ↑ citazione di P. Feyerabend, tratta da Svolta per l'Europa? Chiesa e modernità nell'Europa dei rivolgimenti, Paoline, Roma 1992, p. 76-79 [1]
Bibliografia
- Andrea Tornielli, Benedetto XVI il custode della fede, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 2005, ISBN 8838485593
- Marco Bardazzi, Nella vigna del Signore. La vita e il pensiero di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, Rizzoli, Milano, 2005 ISBN 8817008699
- Giancarlo Zizola, Benedetto XVI. Un successore al crocevia, Mondadori, Milano, 2005, ISBN 8820039885
- "Discepoli di verità", Senza Misericordia, Kaos Edizioni, 2005, ISBN 88-7953-149-2
- Dag Tessore, Introduzione a Ratzinger. Le posizioni etiche, politiche, religiose di Benedetto XVI, Fazi, Roma, 2005, ISBN 8881126591
- Alberto Melloni, L'inizio di papa Ratzinger, Einaudi, Torino, 2006, ISBN 8806182889
- Autore anonimo, Contro Ratzinger, ISBN Edizioni, 2006, ISBN 8876380388
Voci correlate
- Conclave 2005
- Giornata Mondiale della Gioventù 2005
- Giornata Mondiale della Gioventù 2008
- Viaggi apostolici di Benedetto XVI
Collegamenti esterni
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- Biografia ufficiale sul sito del Vaticano
- Sito non ufficiale su Benedetto XVI
- Ratzinger papa: le reazioni negative, dal sito UAAR
- Sito degli amici di Joseph Ratzinger
- (EN) Pope Benedict XVI Fan Club, derivato dal precedente Ratzinger Fan Club
- Benedetto XVI in Sinagoga a Colonia










